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Donne in Viganò: Antonia Suardi Ponti

Per quanto le opere contenute nella collezione di Carlo Viganò siano l’anima e la fortuna della raccolta, non ci si può dimenticare di chi ha contribuito, nel corso degli anni, a conservare e mantenere vive queste opere, inserendole nelle proprie collezioni e facendole giungere fino a noi.

I possessori dei volumi presenti nella Biblioteca Viganò sono diversi: uomini di cultura e studiosi che sono riusciti a mantenere vive opere di fondamentale importanza. Tra questi nomi si trova anche quello di una grande donna, Antonia Suardi Ponti; il suo ex libris, infatti, è visibile in due volumi presenti nella raccolta.

Antonia Ponti nasce nel 1860 nella ricca provincia di Varese. Riceve da subito un’educazione di respiro europeo, corredata da numerosi viaggi allo scopo di imparare le lingue straniere. Sposa giovanissima il conte Gianforte Suardi, sindaco di Bergamo, e qui ha modo di conoscere e apprezzare l’allora giovanissimo architetto Marcello Piacentini, tanto da introdurlo nel progetto di revisione del centro cittadino del capoluogo orobico. La sua cultura e la sua intelligenza la portano a essere sempre più interessata alla situazione della condizione femminile che, in quegli anni, è fortemente limitata e soprattutto impedisce alle donne di accedere alle biblioteche e ai luoghi di cultura. È così che, nel 1897, istituisce a Bergamo la biblioteca “Andrea Ponti”, dedicata al padre, specializzata in opere storiche e letterarie moderne e contemporanee, la cui peculiarità è quella di essere una biblioteca circolante con prestito riservato alle donne.

La biblioteca “Andrea Ponti” fu definita dalla sua fondatrice “biblioteca storica”, in quanto i libri venivano consigliati alle “socie” per mezzo di cataloghi nei quali le opere erano disposte secondo un criterio storico-logico: il fine non era quello di dilettare le cittadine bergamasche, ma quello di istruirle mediante letture scelte. Nel 1933 il patrimonio librario della biblioteca “Andrea Ponti”, stimato in circa 2300 volumi di argomento storico, teatrale, poetico ed economico, fu donato dalla contessa alla Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo. I prestigiosi volumi sono arrivati corredati di un’ampia scelta di documenti che hanno permesso di far conoscere la figura di Antonia Ponti, la storia della biblioteca femminile e della sua donazione.

Il primo dei due testi presenti nella collezione Viganò è Monumenti veneti intorno i padri Gesuiti (VIGANO’ FA 7 C 113), pubblicato anonimo nel 1762 ad opera di Tommaso Antonio Contin. Il secondo è Vita di Monsignor Francesco Bianchini veronese (VIGANO’ FA 7B 916), edito nel 1735 ad opera di Alessandro Mazzoleni.

Di recente sono stati acquistati dal settore Raccolte Storiche dell’Università i cinque volumi dell’opera Raccolta di orazioni panegiriche inauguratorie, gratulatorie e funebri: composte da varj scrittori del Sacro ordine de’ Minori conventuali di S. Francesco…, edita nel 1773 a Venezia, posseduti dalla biblioteca di Antonia Suardi Ponti e che certamente hanno contribuito alla formazione e al diletto delle donne bergamasche che si affidavano alla raccolta della contessa.

Valentina Garagnani